Ebbene si, stavolta parliamo di una dolcissima bambina dai capelli biondi che combina ogni sorta di guai: Pollon.
Pollon è la figlia del dio del sole, Apollo, nipote, quindi, di Zeus ed Era e vive con suo padre e tutti gli altri dei sull’Olimpo. Il più grande desiderio della piccola protagonista è quello di diventare una dea a tutti gli effetti e, per questa ragione, Zeus esaudirà il suo desiderio quando avrà riempito un magico salvadanaio con le monete che lui le donerà ogni volta che compirà una buona azione. Insieme a Eros, dio dell'amore e suo grande amico nonché spalla di mille disavventure, Pollon si imbatte, di volta in volta, nei protagonisti dei miti greci. Ad aiutarla lungo il suo cammino trova anche la Dea delle Dee, che la incoraggia e la salva da brutte situazioni, regalandole un fermaglio col quale contattarla e usare il miracolo Bon Bon.
Quando la piccola Pollon salva la Terra dai mali usciti dal vaso di Pandora, grazie alla speranza, la bambina riesce a guadagnarsi finalmente il titolo di Dea per scoprire infine che la Dea delle Dee era proprio la dea della speranza che le permette di prendere il suo posto nell’Olimpo.
Chi non ha amato questa piccola peste bionda? Chi è che non guarda, ancora oggi, con un dolce sorriso sulle labbra, le esilaranti disavventura dell’unica erede di Apollo?
In C’era una volta Pollon la mitologia greca viene rivisitata in chiave moderna e umoristica, con evidenti anacronismi che hanno il solo scopo di suscitare ilarità nel lettore/spettatore. C’è da dire, però, che Hideo ha operato un ottimo lavoro nel concentrare vizi e virtù degli esseri umani in queste creature divine, esattamente come, al tempo, fecero grandi poeti che cantarono delle divinità. Ancora più divertente è notare come i comportamenti di Zeus, ad esempio, divengano al limite del goliardico anche quando il padre degli dei si dà da fare con le sue celeberrime "scappatelle". E così la gelosia di Era diviene uno spassoso attacco d’ira, seguito da lancio di fulmini e rincorse per danneggiare il fedifrago marito. Le scene divertenti si susseguono in continuazione, a partire dalla presentazione del dio dell’amore, spesso ritratto come un bellissimo giovane o come un adorabile puttino, che si scopre invece un ragazzino brutto e un po’ svampito, per poi arrivare al nobile Apollo, costantemente in ritardo nel far sorgere il sole, fino all’avvinazzato Bacco e al folle Efesto.
La mitologia trova qui una nuova dimensione, spassosa e chiassosa, fatta di ironia e tanta dolcezza, un mondo mitico rivisitato attraverso gli occhi di un autore in vena di decostruire il mito secondo cui gli dei erano splendidi e coraggiosi, qui sono tutti gretti, meschini, paurosi e l’unica che sembra davvero armata di buone intenzioni è proprio la piccola Pollon la quale, con la forza che deriva dall’incoscienza, nonostante i tanti fallimenti, non smette mai di provare a fare la cosa giusta.
Forse che questo rappresenti la speranza di un autore che, dietro i sorrisi, cerca di far arrivare un messaggio positivo? O è solo un ragionamento frutto di una mente malata come la mia? In ogni caso, che vogliate leggere in questo spassosissimo manga un significato recondito o che vogliate solo farvi quattro risate, l’antica Grecia di Hideo è il posto che fa per voi.
Have a good time!